Seconda tappa di viaggio.

Lascio la moltitudine e i continui clacson di Bombay con un autobus che mi porta a Nasik.

Circa sei ore di strada.

Le piogge avvolgono l'aria, rendendo verdi le risaie, i boschi, i giardini.

Parecchi camion, ma traffico scorrevole.

 

 

Nasik è una città al di fuori dei maggiori circuiti turistici, per motivi a me ignoti. Infatti, è un'importante città sacra dell'induismo, sulle rive del fiume Godivari, anch'esso sacro e oggetto di celebrazioni, abluzioni e cremazioni, proprio come il Gange a Benares. Per questo, conta una grande quantità di templi, molti dei quali purtroppo in pessimo stato di conservazione, come del resto tutto il centro storico, un tempo bellissimo.

 Inoltre, Nasik è una delle quattro città indiane in cui ogni 12 anni si celebra il Kumbha Mela (per approfondire, cliccate qui), che attira centinaia di migliaia di persone da tutto il mondo.

Si ritiene che proprio a Nasik siano avvenute le vicende che vedono protagonisti Rama e la sposa Sita, narrate nell'epopea di Ramayana. Le immagini ritraggono alcuni templi della città, momenti di preghiera, ed il Godivari, proprio dove avviene il Kumbha Mela.

  

  

  

  

  

A 8 km dalla città, vi sono le grotte di Pandu Lena. Non sono famose come quelle di Elephanta, ma forse anche più interessanti. Scolpite nei secoli da monaci indù e buddisti, conservano ancora molte delle celle in cui dormivano, e la grande grotta-cucina. 

Mi accompagna l'amico (nonché socio Servas, nonché insegnante di reiki) Vikram.

 

  

    

  

  

   

   

   

   

 

  

  

...se non ci fosse l'aiuto di Vikram... non riuscirei mai a prendere il treno con il sistema indiano di tabelloni!

(nb: non c'è scritta la destinazione, ma il nome del treno...sig).

   

Andiamo insieme ad Aurangabad, e da lì visiterò le grotte di Ajanta ed Ellora.

 

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©SilviaMontevecchi